L'8 marzo


Nel 2022 in Italia siamo ancora ben lontani dal pieno raggiungimento dei diritti delle donne: ed infatti, nonostante i tanti progressi raggiunti le donne non sono ancora riuscite ad ottenere la parità  di genere in tutti gli ambiti, mentre l'aberrazione del femminicidio continua a mietere vittime, colpevoli solo di essere donne sempre più forti in un mondo di uomini sempre più fragili.


8 marzo: Giornata internazionale della Donna

Eccoci ancora qui, in questo 2022, a dover ‘celebrare i progressi raggiunti dalle donne in tutto il mondo in ambito economico, politico e culturale. Basandosi questo riconoscimento su un principio universale che prescinde da divisioni, siano esse etniche, linguistiche, religiose, culturali, economiche o politiche’ questa è la descrizione che viene generalmente data sul significato universalmente riconosciuto di questa giornata.

‘Celebrare’ è un verbo che enfatizza, il che è già  una contraddizione in termini: si celebra un evento eccezionale, e i progressi raggiunti dalla donna, al pari dell'uomo nell'accezione comune di esseri umani, non dovrebbero di per sè rappresentare evento eccezionale ma qualcosa di inevitabile, imprescindibile e inarrestabile nel cammino della storia.

Nonostante i molti progressi raggiunti nella promozione dei propri diritti, molte, troppe, donne nel mondo continuano ad essere vittime di violenza e discriminazione, sessuale, religiosa, nella famiglia, nel lavoro e nella società . Tutto questo, nonostante le donne, oltre ad avere raggiunto, al pari dell'uomo, l'eccellenza in campi quali la letteratura, l'arte e la scienza, abbiano dato nella storia dimostrazione della propria forza e dirittura morale, oltre che del loro coraggio, anche in guerra come valido supporto alla forza maschile, in seno alla famiglia e in generale nella società .

Ancora oggi, nel 2022, solamente due terzi delle donne nei Paesi più sviluppati hanno raggiunto la parità  di genere per ciò che concerne l'istruzione primaria. Siamo ancora molto lontani dal pieno raggiungimento dei diritti delle donne e dalla piena eliminazione della violenza contro le donne. Quest’ultimo aspetto ha raggiunto negli ultimi anni vette di aberrazione totale: sarà  solo quando verrà  affrontato strutturalmente, dalla famiglia prima, dalla scuola poi e più in generale dalla società , il tema fondamentale della parità  dei diritti e del rispetto dell'uomo nei confronti della donna che si comincerà  a porre la parola fine a questa aberrazione culturale. Ci vorranno alcune generazioni per riuscire a raggiungere quest’obiettivo così straordinariamente difficile, ma se si vuole iniziare questo impervio cammino l'umanità  tutta otterrà  un formidabile progresso in ogni ambito della società .


Maria Paola Barbieri legge una poesia di Alda Merini "A tutte le donne".

Un vero e proprio inno di una grande donna, di una grande poetessa che celebra l'intero universo femminile.


Piera Savigni: "8 marzo infinito donna".

La sofferenza della donna è scritta nel suo DNA: seppure forte di natura sembra che il suo cammino di lotta per i suo diritti sia ancora lungo e difficile. Il rispetto della sua interiorità  fisica e morale e come bambina e come donna, sembra una meta irraggiungibile.


Elizabeth Vuillemin: Hilva Meillet Buzini "8 marzo 2022"

In questo testo dalle parole semplici, la giovane Hilva Meillet Buzini evoca nel 2006 il suo doloroso percorso di separazione dall'uomo amato.


Aurora Trippetti: Riflessioni personali

Riflessioni personali sui progressi raggiunti dalle donne per la piena conquista della parità  di genere mentre aumenta il numero dei femminicidi. Quanto tempo dobbiamo aspettare ancora?



Aurora Trippetti: 8 marzo Giornata internazionale della Donna. Le donne dell'Afghanistan.

Per le strade di Kabul donne se ne vedono sempre meno, e mai dopo il tramonto. Non tutte indossano il burqa: c’è chi ha ancora il coraggio di mostrarsi a viso scoperto, anche con un’ombra di trucco, come faceva prima del 15 agosto scorso quando, riconquistando la capitale, i talebani si sono ripresi l'Afghanistan.

Ma il burqa può essere il modo migliore per le donne per circolare più liberamente, senza essere di continuo fermate dagli studenti del Corano più bigotti e fiscali. Diventate cittadine di terz’ordine, da sei mesi le afghane sono il principale bersaglio dei decreti restrittivi emanati dal nuovo governo. Incapaci di gestire il Paese e soprattutto di fronteggiare la spaventosa crisi umanitaria, si direbbe che i mullah riescano a giustificare il loro ruolo di governanti soltanto reprimendo le libertà  femminili, come quella di uscire da sole, di mettersi in viaggio per conto proprio o più semplicemente di sedersi sul sedile davanti, in macchina.

(stralcio rivisitato di un articolo di Pietro Del Re da Kabul, letto su D di Repubblica del 05/02/2022)

Nelle strade di Kabul le donne sono numerose, a viso scoperto o no, ma a loro un estraneo non rivolge la parola. Non sta bene, non si fa. Poche risponderebbero, la maggioranza guarderebbe altrove. Nelle province avvicinarle è inimmaginabile. Ed entrando in qualsiasi casa afghana, un uomo non parente non incontra le donne. Delle loro femmine gli uomini non parlano. Possono farlo fino a che sono bambine, poi basta.

L'Afghanistan è come un mondo diviso, dove una metà  resta nascosta ...

Gli uomini dicono di nascondere le donne per proteggerle, da loro dipende l'onore della famiglia. Molte delle lavoratrici più giovani non sono d’accordo. ‘E’ un concetto di onore assurdo. Una scusa per sottometterci’. Mentre le donne meno giovani dicono ‘Le donne hanno diritto di studiare e lavorare, ma le regole sociali vanno rispettate. Una donna ha troppo da perdere. Non è tempo di cambiare.

Sebbene devono ammettere che ‘con i talebani le donne stanno sparendo dalla vita pubblica. Il Paese pagherà  un caro prezzo. Ma la pazienza è la virtù delle donne. Un regime non dura per sempre. Le donne sanno aspettare.

(Stralcio rivisitato di un articolo di Alberto Cairo, Responsabile del Programma di Riabilitazione Fisica del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan, letto su D di Repubblica del 05/02/2022).

"8 marzo, La giornata internazionale della donna".

Nel 2021 in Italia le donne sono ancora lontane dalla parità  nella collocazione sociale e nei livelli salariali.

E soprattutto si assiste alla costante crescita del fenomeno del femminicidio, vera piaga sociale e segnale di arretratezza culturale.


Carmen Barile: Dacia Maraini "Donne mie"

Pochi versi, ma essenziali per far capire ad ogni donna che il primo passo per l'emancipazione sta nel prendere coscienza dei propri diritti!.


Celeste Gigantesco: Umberto Saba "A mia moglie"

Una delicata poesia di Umberto Saba che, rivolgendosi alla moglie, la paragona affettuosamente a vari animali di ognuno dei quali mette in luce le buone qualità  che spingono l'uomo non solo ad amarla e rispettarla, ma anche a non farla soffrire.


Cristina Petrucci, Carlo Petrini, Dora Materazzo, Mario Moretti, Daniele D'Amico, Daniela Vendetti: Luis Sepulveda - 1999 "Le donne della mia generazione"

Emozionante brano poetico di Sepulveda nel quale l'autore esprime tutto l'amore e la considerazione per le donne "vere" molto lontane dai modelli femminili che ci vengono proposti dai media e dalla cultura prevalente.


Maria Paola Barbieri: autore anonimo "In piedi Signori davanti a una Donna"

Di fronte alla forza e al coraggio della donna tutti gli uomini devono inchinarsi e chiedere perdono.


Martina Pulcini: Jolanda Restano "Parità  di genere"

Le parole di due bimbi, una femminuccia e un maschietto, accendono il cuore alla speranza di una nuova generazione più consapevole. Forse stiamo ben seminando.


Elizabeth Vuillemin: "l'8 marzo 2021: Europa, cosa dicono i numeri?"

Sappiamo che le statistiche sono materia di facile manipolazione e con quante precauzioni bisogna usarle, ma ogni tanto un'occhiata alle tabelle elaborate dall'Eurostat (2018-19), che riguardano 27 paesi europei (0 28 secondo la data), ci potrebbe anche rincuorare, forse??

Curiosando fra i numeri vediamo cosi che, in Italia, in materia di stipendio lo scarto Uomo/Donna è bassissimo, a differenza della Francia o della Germania e ben sotto a media dell'UEI E purtroppo anche vero che il tasso di occupazione delle donne italiane & anche lui,,basso, pil di 10 punti sotto la media, Altri dati, per quanto riguarda le aggressioni di tipo sessuale, direi che le donne sono molto piil tranquille in Spagna (11%) o in Germania (15%) rispetto all'Ztalia (23%) o alla stessa Francia (29%).

Eh, ouil E poi, troppo, alti invece gono i numeri che si riferiscono ad aggressioni subite dalle minorenne di 15 anni, per una media VE di 27% siamo al 25%, la Francia al 33%, la Spagna al 21%.

Mi fermo qua, questi numeri sono di pubblico dominio e di facile consultazione. Certo, he riportate pochi indicatori ma bastano a confermare quanto, anche in Europa, il cammino verso l'uguaglianza, la parita dei diritti, il rispetto per le donne sia ancora lungo. Ma non ci fermeremo.


Elizabeth Vuillemin legge Achille Nicoletti "La festa"

Un breve testo primaverile del Saggio del nostro quartiere.


Gabriella Leonardi: Trilussa "Er core der popolo" 1913

Troppe volte si sentono processi dove le donne, vittime di abusi o femminicidi, passano da vittime a colpevoli. Qualche anno fa fece clamore una sentenza di Cassazione in cui si assolveva l'imputato, reo di uno stupro, perchè, secondo i giudici della suprema corte, era stato, in qualche modo, invogliato dai pantaloni stretti della vittima.


Daniela Boffa: estratto da una pagina del Movimento delle Donne "NON E' AMORE"