2 giugno 1946. Si vota. Lo spoglio dei voti avviene tra incertezze e polemiche sulla interpretazione della Legge sul referendum per il computo della maggioranza. Sono ore tese e incerte.
Il 10 giugno, alle ore 18, nel Salone della Lupa a Montecitorio, il Presidente Pagano legge i risultati: ‘˜Repubblica: 12.717.923 (pari al 54,28%); Monarchia: 10.719.884 (pari al 45,72%); nulli: 1.498.136’.
Nel pomeriggio del 13 giugno, Umberto II (il 9 maggio Vittorio Emanuele III aveva abdicato in favore del figlio) si fa portare all'aeroporto di Ciampino e sale con la famiglia sull'apparecchio SM 95 che lo attende. Il primo scalo, dopo un volo agitato e difficile, è Madrid; poi Lisbona. E’ l'esilio. Ha regnato trentaquattro giorni.
Giuseppe Mesoraca
1946 - brevi testimonianze sulla nascita della Repubblica.
Le voci dell'audio e delle immagini riguardano gli eventi relativi alle elezioni, alle donne al voto e alla proclamazione della Repubblica del 1946. Sono tratte da ‘La Costituente, la nascita della Costituzione - La Storia siamo noi’ un programma di RAI Edu 1 poi Rai Scuola un documentario sulla storia della nascita della Costituzione e dalla trasmissione "Ora D" del 2 giugno 1986 - Testimonianze ed interviste di donne al primo voto per il referendum tra Monarchia e Repubblica e da ‘2006 2 giugno 1946: Il voto alle donne’, un film di Ferdinando De Laurentiis del 2006.
Aurora Trippetti
2 giugno 1946 - Nasce la Repubblica italiana. Le donne vanno a votare
Maria Paola Barbieri
Brani tratti da ‘Senza rossetto ... il primo voto alle italiane’ di Patrizia Gabrielli.
2 Giugno, diritto di voto per le donne.
Innocenzo VII e le donne (Elizabeth Vuillemin)
Ebbene sì, il 2 giugno l'Italia festeggia la fondazione della Repubblica nel 1946 e anche, nella stessa data, l'accesso delle italiane al diritto di voto per le elezioni politiche!
Oramai, per noi, la questione non si pone più, ma come si presenta la situazione nel resto del mondo?
A cominciare dall'Europa, in Francia, nel 1942 (in piena guerra) il generale De Gaulle promise diritto di voto e di eleggibilità alle donne. Una mossa astuta senz’altro, già che attirò molte donne nei ranghi della Resistenza e gli valse la loro stima per gli anni a venire, quando entrò in politica. Diritto attuato nel 1944, con la vittoria sulle forze naziste e la ‘Rifondazione della Repubblica’ per essere poi iscritto nella Costituzione nel 1946. (Notiamo che il diritto al divorzio era invece acquisito dal 1804!)
Come in altri paesi europei le donne avevano combattuto in guerra ma avevano anche sostituito i maschi in tutti i settori economici, oltre che portato avanti le faccende di casa e la crescita dei bambini. Pertanto, da quel periodo in poi, e malgrado la resistenza di parecchi rappresentanti politici e fasce della popolazione, il diritto di voto per le donne è entrato nei costumi europei ma con tempi e modalità diversi.
Alcuni esempi, prima e dopo: nel 1918, Germania, Austria, Ungheria, Regno Unito, Russia, Polonia ...; nel 1919, Ucraina, Lussemburgo... Invece le donne spagnole hanno dovuto aspettare la morte del dittatore F. Franco e quelle portoghesi la ‘Rivoluzione dei garofani’ dopo il controverso A. O. Salazar, negli anni 1975-76.
In generale questo diritto si è concretizzato uno o due anni dopo la decisione politica, in correlazione con le diverse elezioni, politiche o regionali. Inoltre, in più casi è stato ottenuto in una fase di ristrutturazione politica, col passaggio da un regime autoritario ad una democrazia, o da una situazione coloniale alla conquista dell'indipendenza (in Africa del nord per esempio, nei primi anni 60).
Allargando lo sguardo verso altri orizzonti, più lontani da noi nel tempo o lo spazio, ricordiamo che nel mondo romano antico le donne godevano della parità dei diritti elettorali e che nel periodo medievale, in diversi paesi europei, le donne potevano votare!
Una curiosità , simpatica: lo stesso Papa Innocenzo VII (1336-1406) peraltro grande protettore delle arti, dopo un breve pontificato piuttosto agitato e verso la fine della sua vita, si dichiarò favorevole alla ‘parità dei diritti uomo/donna’ ... Dopo poco, però, morì.
Una curiosità , antipatica: i dirigenti della Rivoluzione francese passarono sotto silenzio i diritti delle donne, scegliendo di promulgare la Dèclaration des ‘Droits de l'Homme’ (ossia dell'Uomo per dire tutta l'umanità ), titolo per fortuna felicemente corretto alcuni anni fa, in ‘Droits humains’.
In diversi paesi e continenti sotto influenza della religione musulmana, questo diritto per le donne arrivò piuttosto tardi, come nel Mezz’oriente (Arabia saudita 2011), nel sud asiatico o in Africa. Ed è tuttora fragile o addirittura rapidamente cancellato sotto la condotta dei talibani. Siamo pericolose per i governi autoritari ed oscurantisti.
l'India è diventato nel 2021 ‘il paese più pericoloso per le donne’, ci si conteggiano 4 stupri ogni ora e parecchi femminicidi al giorno, malgrado il diritto di voto ottenuto nel 1951 con la partenza della Gran Bretagna. Una situazione agghiacciante dovuta probabilmente alla congiunzione fra analfabetismo (un enorme fetta della popolazione, quasi il 80%) e il tuttora vigente sistema delle caste.
Rapidamente un accenno all'America: negli Stati Uniti, il voto per tutte/i è in vigore nell'insieme degli Stati dalla fine della guerra (1920) e si festeggia il 26 agosto. Ma è stato un diritto conquistato dopo una lotta durata tre secoli, e spesso legato alla lotta contro lo schiavitù. Nei maggiori paesi del continente sud-americano, dove le donne sono molto attive sul piano politico, il diritto di votare fu loro riconosciuto fra gli anni 40 e 60 del secolo scorso.
La foto che accompagna il mio testo è un omaggio al coraggio delle donne indiane, ed un augurio perchè, rapidamente, unite e rispettate dai maschi indiani, possano vivere, semplicemente vivere ...
E.V.


