Il 25 aprile


Il Comitato di Quartiere Grotta Perfetta ricorda la data del 25 APRILE 1945 FESTA della LIBERAZIONE dell'ITALIA

Questa è una data simbolica, perchè la guerra non finì quel giorno. Ma il 25 aprile 1945 cominciò la ritirata dei tedeschi e dei soldati che avevano aderito alla Repubblica Fascista di Salò, in seguito allo sfondamento della Linea Gotica da parte degli Alleati e all'azione della Resistenza.

E questa data vuole anche ricordare il valore dei partigiani che, con ideali antifascisti, si unirono sin dal 1943, con gruppi sempre più numerosi e organizzati, dando vita alla resistenza armata contro l'occupazione nazista e il collaborazionismo fascista, riuscendo così a dare un valido contributo agli Alleati angloamericani, i quali liberarono l'Italia pagando un altissimo prezzo in vite umane.

Quell'Italia che il 27 dicembre 1947 diede vita alla nostra meravigliosa Costituzione.


verso il 25 aprile

15 aprile 2022 - Manifestazione ‘Verso il 25 aprile’ - Parco di Forte Ardeatina - mercoledì 20 aprile

Il Comitato di Quartiere Grotta Perfetta, come ogni anno, e soprattutto oggi, in risposta ai ‘venti di guerra’ che soffiano ai confini dell'Europa, ancora una volta a difesa dei valori enunciati dai Padri Fondatori della nostra Costituzione a salvaguardia e barriera di ogni recrudescenza degli orrori della guerra, COMUNICA la propria partecipazione alle manifestazioni ‘Verso il 25 aprile’, patrocinate dall'Assessorato alla Cultura dell'VIII Municipio, con l'evento che si terrà  il giorno 20 aprile 2022 alle ore 1600al Parco Forte Ardeatina presso la ‘panchina rossa’.

Gli alunni della ‘Scuola Media C.A. Dalla Chiesa’ e i volontari CdQ leggeranno alcuni brani o poesie inerenti al tema della giornata, al fine di sollecitare una riflessione collettiva sugli orrori della guerra, sulla realizzata libertà , sulla Resistenza. Una risposta anche alle scritte inneggianti al fascismo apparse di recente in questa area del Parco quale estremo oltraggio dei simboli di pace e che saranno rimosse per l'occasione.

I cittadini sono invitati a partecipare.


Contributi scritti e audio presentati dai cittadini


Maria Paola Barbieri : "L'Italia si libera dal regime fascista"


Aurora Trippetti : "Verso il 25 aprile. La guerra Partigiana in Italia"


Carmen Barile : "Verso il 25 aprile".

La celebrazione dell' anniversario della Liberazione si veste quest’anno di un nuovo significato: gli attuali ‘venti di guerra’ ci impongono di non limitarci al solito è pur sempre dovuto- omaggio a tutti gli uomini e le donne che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro il Nazifascismo, ma ci sollecitano a fare di questa ricorrenza un momento di riflessione comune sul valore della parola LIBERTA’, riferita non più soltanto alla cacciata di un invasore dal suolo della propria patria ma alla continua riaffermazione del diritto di ciascun essere umano a perseguire i propri obiettivi, a realizzare i propri sogni, qualunque sia l'ambito cui essi appartengono.

Senza mai dimenticare, però, il rispetto dovuto alle opinioni altrui! Solo così, infatti, il genere umano potrà  ancora sperare in una convivenza armoniosa tra i vari popoli.

E’ nostro dovere -oltre che la nostra sola speranza- impegnarci ogni giorno, e non solo in alcune circostanze, a seminare e coltivare nelle nuove generazioni il fiorire di questa consapevolezza, ed è in quest’ottica che si inserisce l'evento organizzato per questo pomeriggio alla presenza di alcuni studenti del nostro territorio e delle loro insegnanti. Grazie per la vostra partecipazione e Buon 25 Aprile a tutti!


Elizabeth Vuillemin : "A proposito del 25 aprile. Resistenza dei partigiani francesi".

‘Le chant des partisans’: Il canto dei partigiani, La Resistenza in Francia 1940-1945.

In Francia l'invasione nazista conobbe diversi momenti; già  a fine giugno 1940, il nord e Parigi erano occupati dalle truppe tedesche mentre il sud, chiamato ‘France libre’, passava sotto il comando del maresciallo francese Pètain e dei cosiddetti ‘collaborazionisti’ che prendevano gli ordini direttamente dal Reich . l'insieme del territorio fu occupato in seguito, e il sud-est vide arrivare anche i soldati italiani prima del rovesciamento dell'alleanza con la Germania. Si calcola che sui 43 milioni di cittadini francesi dell'epoca, furono circa 500.000 a rifiutare di piegarsi e di collaborare. Così nacque la Resistenza, molto presto, già  a fine 1940.

Alcuni di questi ‘Resistenti’, o Partigiani, rimasti sul suolo francese si organizzarono in gruppi (i così detti ‘rèseaux’) che uniti formarono, nel 44, ‘Le forze francesi dell'interno’. Alcuni invece, 7.000 circa, fuggirono verso Londra dove nel frattempo si erano rifugiati alcuni capi militari francesi contrari al governo collaborazionista di Pètain istallato à  Vichy che aveva firmato l'armistizio con la Germania, dichiarandosi vinto.

Il più celebre di questi ufficiali, Charles de Gaulle, lanciò da Londra ‘l'Appel du 18 juin 1940’ sulle onde della BBC. Sotto la sua direzione, la Resistenza fu unificata: forze del interno e forze di Londra, lavorando insieme, furono essenziali per appoggiare le truppe alleate nella riconquista del territorio francese nel 1944-1945.

In Francia, il 18 giugno si celebra la Giornata commemorativa della Resistenza, in cui si rende omaggio a tutti quelli che si sono battuti per la libertà  fra 1940 e 1945.

Il ‘Canto dei Partigiani’ è nato a Londra nel 1943; scritto (in russo) e musicato da Anna Marly (un’artista russa emigrata in Francia e rifugiata a Londra) fu tradotto lì per lì da due intellettuali ebrei argentini anche loro scappati a Londra. Il Canto fu immediatamente utilizzato come segno di riconoscimento, o ‘indicativo’, per le trasmissioni di ‘Radio France Libre’, che trasmetteva da Londra verso la Francia. Queste trasmissioni serali, aspettate con ansia, spesso ascoltate su apparecchi di fortuna, da sotto le coperte o in fondo alle rimesse per non farsi arrestare dalle truppe di occupazione, miravano sì, a mantenere la speranza della popolazione nella futura liberazione (agosto 1945) ma anche, soprattutto, a passare informazioni in codice fra i due rami della Resistenza.

La versione che vi propongo, per me molto emozionante, la dobbiamo al Coro dell'esercito francese; parla di fratellanza, amicizia, solidarietà  ma anche di coraggio e di morte, nel nome della Libertà .

Seguono foto del testo originale, con musica e traduzione, per se qualcuno volesse capire di più ...

E.Vuillemin, 25/04/2022


Le Chœur de l'Armée française interprète le Chant des Partisans


Poesie sulla Resistenza lette dagli alunni della scuola elementare Carlo Alberto Dalla Chiesa


l'uomo libero (Domenico Turco)
l'Uomo Libero non ha confini,
il suo limite è l'infinito,
le sue vie sono sempre aperte
come le porte di un tempio invisibile
è lui, il sacerdote dell'Ignoto
l'Uomo Libero spregia le catene
ma non si lascia travolgere dalla lotta,
il suo campo di battaglia è la vita,
la prima preoccupazione, l'Amore.
l'Uomo Libero è vento:
accende le ceneri addormentate,
spettina le foglie degli alberi,
grida dall'alba del sole
al tramonto della luna
per ricordare al mondo
una sola parola: libertà !

Viva la Libertà  (Gianni Rodari)
Viva la primavera
che viaggia liberamente
di frontiera in frontiera
senza passaporto,
con un seguito di primule,
mughetti e ciclamini
che attraversando i confini
cambiano nome come
passeggeri clandestini.
Tutti i fiori del mondo son fratelli.

Aprile 1945 (Dino Buzzati)
Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull'Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà  del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio,
tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano,
i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità  su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte
che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più cosi ‘ immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno
qua uno là  senza preavviso, e sentirle perennemente nell'aria,
notte e dì, capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici

25 aprile (Italo Calvino)
Forse non farò
cose importanti,
ma la storia
è fatta di piccoli gesti anonimi,
forse domani morirò,
magari prima
di quel tedesco,
ma tutte le cose che farò
prima di morire
e la mia morte stessa
saranno pezzetti di storia,
e tutti i pensieri
che sto facendo adesso
influiscono
sulla mia storia di domani,
sulla storia di domani
del genere umano.

Filastrocca Libera (Bruno Tognolini)
Libero, libera, liberi tutti
Libero l'albero e libero il seme
Liberi i belli di essere brutti
Le volpi furbe di essere sceme
Il fiume libero d’essere mare
Il mare libero dall'orizzonte
Libero il vento se vuole soffiare
Liberi noi di sentircelo in fronte
Libero tu di essere te
Libero io di essere me
Liberi i piccoli di essere grandi
Liberi i fiori di essere frutti
Libero, libera, liberi tutti.

Per i morti della resistenza (Giuseppe Ungaretti)
Qui
vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perchè tutti
li avessero aperti
per sempre
alla luce.

La madre del partigiano (Gianni Rodari)
Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà .
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà .
Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà .

Alle fronde dei salici (Salvatore Quasimodo)
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all'urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

Poesie lette da Sofia M., Michele D.R. della 2B, Luca F., Walter A.